Nestlé ha iniziato a investire dal 2017 nel settore della cannabis e sembra non voglia più fermarsi, anzi.

Nestlé, il più grande gruppo al mondo dell’alimentare, è entrata nel mercato della cannabis e del CBD.
Già nel 2017, la multinazionale aveva già dimostrato un chiaro interesse verso il settore, acquistando il brand Atrium per 2,3 miliardi di dollari, che controlla marchi come Garden of Life, produttore di CBD e Pure Encapsulations, ancor prima che la canapa industriale diventasse legale negli USA a livello federale.
Nestlé sta investendo con una certa determinazione nel settore dei cannabinoidi, grazie alle proprietà benefiche scientificamente dimostrate, perfette per il mercato del wellness.
In un documento presentato a maggio 2019, la multinazionale dichiara ai suoi investitori, la volontà di voler investire su 2 prodotti in particolare, che diventeranno un focus di investimento nei prossimi anni: Olio di CBD, prodotto da Garden of Life e le capsule al CBD della linea Hemp Max, capsule al CBD che contengono oltre ai 25mg di CBD per capsula, anche anche altri 10 fito-cannabinoidi (dichiarato dall’azienda).
Oltre a questo, l’anticipazione di Bloomberg relativa alla volontà di Nestlé di lanciare il CBD nel mercato del pet food, fa capire che il CBD è un focus strategico per l’azienda negli anni a venire.

È evidente che se un colosso di queste proporzioni inizi a investire nel CBD, è perché sa che nel giro di qualche hanno questo tema verrà normato a livello mondiale, nonostante ora ci sia ancora molta indecisione e poca chiarezza.

Si spera a Marzo 2020 con la pubblicazione della guide linee dell’OMS sulla cannabis, le regole saranno più chiare per tutti. Si dice che il THC sarà eliminato dalla tabella più restrittiva delle sostanze proibite e che i prodotti con CBD e THC sotto allo 0,2%, non dovrebbero essere inseriti in alcuna tabella.

Come sappiamo, Nestlé non è la prima multinazionale a fare questo passo; anche Monsanto, acquisita da Bayer, ha iniziato un massiccio investimento nel settore, come i grandi brand big nei settori dell’alcol e del tabacco hanno iniziato ad investire nella rivoluzione nella cannabis e i suoi derivati.
La cosa non dovrebbe sorprenderci, visto che i dati ci dicono che il mercato è in forte crescita, al punto che rumors dicono che il solo settore del CBD potrebbe valere 24 miliardi di dollari entro il 2023.

Noi come Flower Farm ci siamo. Crediamo nel settore e cerchiamo sempre di offrire al nostro pubblico prodotti di qualità coltivati e trasformati secondo i più alti standard qualitativi. Speriamo che le nuove regole favoriscano il mercato che amiamo, così da poter permettere a tutti di affacciarsi al mondo della cannabis senza più paure o tabù, ma solo con la consapevolezza dei benefici che il CBD può portare.

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Author Flower Farm