Sembrano lo stesso prodotto ma l’olio di CBD e l’olio di canapa sono due prodotti diversi, con componenti attive diverse

L’olio di cannabis e l’olio di CBD sono due tipologie di olio di canapa che vengono ricavate dalle piante di canapa. Tutti e due questi oli contengono cannabinoidi, e gli oli di cannabis si caratterizzano per un alto contenuto di THC: questa è la prima e significativa differenza rispetto all’olio di CBD, dove invece la dose di THC è molto contenuta. In particolare, all’interno dell’olio di CBD la concentrazione di THC non supera mai lo 0.2%: ciò in virtù delle prescrizioni normative, visto che la legge in Italia impedisce di vendere olio di canapa che abbia più dello 0.2% di THC. Per quel che riguarda l’olio di CBD, invece, si tratta di un prodotto sviluppato per contenere il cannabidiolo, che è uno dei numerosi cannabinoidi che provengono dalla canapa.

L’olio di cannabis e il THC

Anche il THC, per altro, è un cannabinoide; tuttavia esso si differenzia rispetto al CBD dal momento che ha un effetto psicotropo o psicoattivo. Nel caso in cui un prodotto venga proposto come olio di cannabis, chi lo compra ha il diritto di sapere che in quel prodotto il contenuto di THC è di poco superiore allo 0.2%. A volte nei negozi e negli e-commerce l’olio di cannabis può essere abbinato ad altri nomi: si può parlare, per esempio, di olio di THC, di olio di marijuana o di olio di hash. Si fa riferimento all’olio di canapa o all’olio di semi di canapa, invece, quando si vuole indicare un prodotto che è realizzato con i semi di canapa.

Le caratteristiche dell’olio di canapa

L’olio di canapa si caratterizza per la presenza di una quantità considerevole di omega 3 e omega 6, che sono acidi grassi insaturi; sono trascurabili, invece, le tracce di CBD e di THC. In alcune circostanze, esse si riscontrano perché può capitare che nel corso dei processi produttivi i semi che vengono utilizzati entrino in contatto con il materiale della pianta. L’olio di canapa, nel contesto della produzione di oli di cannabis o di oli di CBD, in molti casi viene adoperato in qualità di additivo, allo scopo di amplificare l’effetto. Non tutti sanno, per altro, che esistono perfino oli di cannabis prodotti a base di olio di oliva. Negli Usa l’olio di canapa viene chiamato hemp oil, e con questo termine si fa riferimento a tutto quello che deriva, anche se solo in parte, da una pianta di canapa. Da noi, invece, si parla in maniera generica di olio di cannabis per indicare un prodotto diverso rispetto all’olio di CBD, che rientra in una definizione più ristretta. In pratica, la differenza di tipo concettuale tra i due prodotti riguarda le restrizioni previste dal punto di vista legale.

Come è fatto l’olio di cannabis

Vale la pena di ribadire, pertanto, la differenza tra l’olio di cannabis e l’olio di CBD nella proporzione di THC: nell’olio di cannabis in molti casi si può riscontrare un contenuto di THC che oscilla tra il 50 e l’80%. Ogni tipologia di olio di cannabis si è rivelato efficace per il trattamento del dolore, e ciò riguarda anche l’olio di CBD: gli effetti più significativi sono stati dimostrati per il dolore cronico, come quello che si avverte quando si soffre di osteoartrite o si è alle prese con i reumatismi. Se è vero che i cannabinoidi contribuiscono a contrastare le infiammazioni, ecco che conviene applicare sia gli oli che gli unguenti cannabinoidi sulla pelle, in quanto si tratta di rimedi molto efficaci per la psoriasi come per l’acne.

Gli effetti benefici dei cannabinoidi

I cannabinoidi hanno un effetto tonificante per l’umore e di solito agiscono come stimolanti: anche per questo motivo vi si fa spesso riferimento per il trattamento dei disturbi di salute mentale che sono abbinati ai disturbi di ansia e alla depressione. Non a caso, l’impiego del cannabidiolo è da tempo raccomandato nel campo della medicina palliativa. È stato appurato che grazie ai cannabinoidi si può ridurre lo stress e beneficiare di un effetto rilassante, e infatti essi vengono impiegati anche per il trattamento dei disturbi del sonno e per favorire il recupero fisico dopo un allenamento. Ma non è tutto, perché queste sostanze vengono impiegate anche contro l’obesità, sono in grado di alleviare la costipazione e hanno la capacità di regolare l’appetito.

Il trattamento dei dolori

A volte, però, può succedere che l’olio di CBD da solo non basti per attenuare i sintomi dei disturbi da cui si è colpiti: in questi casi può essere preferibile una combinazione tra CBD e THC. Una soluzione di questo tipo è consigliata in presenza di sintomi molto gravi, ma anche tra coloro che hanno problemi di allergie, che soffrono di asma o che sono colpiti da reumatismi. In casi del genere, può succedere che un miglioramento evidente della condizione si palesi solo se i due principi vengono combinati tra loro. Il problema è che l’assunzione di THC è vietata dalla legge sugli stupefacenti, e di conseguenza comprare prodotti che lo contengono vuol dire rendersi protagonisti di un acquisto non legale.

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Fonte: Ciao Como

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Author Flower Farm