Nonostante una regolamentazione carente e poco chiara, il mercato del CBD e della cannabis continua a crescere con stime sempre più positive

Leggiamo insieme un’intervista di Romana De Micheli a 3 professionisti del settore della cannabis e del CBD, che raccontano il momento del mercato e la loro visione per il futuro. Tra gli intervistati anche il nostro Alessandro Belloni, Founder & Direttore Commerciale di Flower Farm.

Il mercato del CBD prosegue la sua crescita, proiettandosi verso stime sempre positive. Il settore attende ancora dall’Europa decisioni importanti, nel frattempo però prosegue la sua corsa tra mille difficoltà ed altrettanti espedienti. La regolamentazione ancora carente, sia nazionale che europea, pesa molto nella creazione degli equilibri tra i diversi soggetti che compongono il settore. Equilibri che sono indispensabili per un crescita sostenibile e duratura, priva di forzature o storture. Ne va dello sviluppo di tutte le filiere della canapa industriale, la salute di moltissimi consumatori e pazienti, il ruolo che l’Italia può tornare ad avere, un intero settore imprenditoriale con previsioni da capogiro e una risorsa eco sostenibile unica.

Ne abbiamo parlato con tre professionisti del settore: Alessandro Belloni di Flower Farm, Daniel Arnold di Canway e l’avvocato Giacomo Bulleri.Com’è cambiato il settore in Italia dal 2017? Come e cosa producono le aziende più importanti di questo settore? Cosa dice la legge in Italia ad oggi? Cosa dobbiamo aspettarci per il mercato del CBD nei prossimi anni? Abbiamo cercato di rispondere a queste domande per restituirvi un quadro della situazione attuale e dei compromessi e delle contraddizioni che la rappresentano.
Alessandro Belloni, responsabile commerciale di Flower Farm, azienda italiana leader del settore della cannabis light, ripercorre l’evoluzione del settore italiano attraverso la storia e le scelte aziendali e ci offre la sua visione sul futuro.

Cannabis light e CBD: come è cambiato il settore in Italia in questi anni?

In Italia, rispetto al resto d’Europa siamo stati precursori con la deroga della legge 242 e grazie all’intuizione di un’azienda che ha deciso di prelevare i fiori delle coltivazioni di canapa sativa per venderli con la definizione di uso tecnico. Da lì il settore è esploso e hanno aperto le aziende che in parte sono rimaste ancora oggi leader del settore. E’ stato qualcosa di rivoluzionario, sono caduti molti tabù su questa pianta che era considerata illegale: era una pianta che si voleva debellare dal mondo, oggi invece è riconosciuta come risorsa importante. Durante questo primo anno di rivoluzione, con il nostro imbustato abbiamo fatto dei numeri impressionanti, ci posizionavamo in tutti i punti vendita che contattavamo, sia con gli oli che con le infiorescenze e i trinciati.

Il mercato ha iniziato a mutare quando, sull’onda di questa novità, sono nate moltissime aziende. Questo è stato positivo da un lato perché ha contribuito a far crescere il settore, dall’altro lato però molti hanno approcciato senza alcun background imprenditoriale e questo ha avuto ripercussioni anche negative su tutti gli operatori: molti nuovi imprenditori si sono buttati su quest’onda senza intenzione di investire per migliorare la qualità dei prodotti, ma piuttosto abbattendo i costi di produzione per ottenere  un prezzo di vendita ribassato, ovviamente a discapito della qualità del prodotto utilizzato poi da tantissimi consumatori. Noi abbiamo colto questi cambiamenti e queste sfide alla fine del 2018 come nuova opportunità offrendo alle aziende nascenti un servizio a 360° per la vendita di infiorescenze o estratti con packaging personalizzato. Siamo così riusciti a rimanere stabili nel settore nonostante l’affollamento crescente, contribuendo a marginare questa evoluzione al ribasso.

Nel 2019 è iniziata una nuova fase critica con la campagna elettorale di Salvini per le elezioni europee centrata sulla guerra ai negozi di cannabis light. Da un giorno all’altro il mercato italiano si è bloccato, non arrivavano più ordini. Si crearono quindi due possibilità: una era quella di chiudere e l’altra quella di approcciare al mercato estero. Noi non volevamo chiudere, a quel tempo eravamo ormai diventati un’azienda con una ventina tra dipendenti e collaboratori, credevamo in quello che facevamo. Decidemmo di affacciarci sul mercato estero partecipando alle fiere più importanti in Europa. A quel tempo partivamo da avere un 20% di fatturato derivante da vendite all’estero e un 80% in Italia, nel giro di qualche mese passammo ad un 70% estero e 30% italiano. Col tempo per fortuna si superò anche la situazione di stallo in cui versava il mercato interno, decimato ovviamente perché invece molti decisero o si trovarono costretti a chiudere l’attività.

Nel 2020 con il lockdown il settore ha vissuto una nuova fase di espansione: molte persone con molto tempo libero a casa si sono interessate ai prodotti derivati dalla canapa e sono diventate nuovi consumatori. Inoltre molti consumatori di cannabis, rimasti senza la possibilità di uscire per comprare il prodotto illegale, si sono rivolti agli store online di cannabis light apprezzando quello che all’inizio era un surrogato ma che evidentemente è rimasto poi nelle loro abitudini di consumo. Per molti consumatori di marijuana di una certa età o che comunque non ricercano lo “sballo” il CBD rappresenta un ottimo compromesso: i sentori e il gusto della cannabis light ricordano molto quello della cannabis senza però l’effetto drogante che su molti consumatori può avere un impatto negativo, mantenendo comunque un aspetto rilassante e appagante.

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Author Flower Farm