Ormai da qualche anno i numeri relativi al business della Cannabis Light in Italia sono evidenti a tutti. Alla luce di oggi possiamo dire che sia un successo.

Possiamo dure che finalemente la Cannabis Light è una realtà con dei numeri molto significativi in Italia. Questo soddisfacente risultato Il cambiamento si è verificato grazie all’entrata in vigore della Legge 242/2016, che ha reso legali la coltivazione e il commercio della cannabis caratterizzata da una percentuale di THC pari allo 0,2%.

Vediamo insieme i numeri del mercato italiano.

Il volume del giro d’affari
Coldiretti ci dice che, nel 2018 si parla di un giro d’affari pari a 40 milioni di euro annui. Questa cifra comprende sia il fatturato dei negozi fisici, sia quello degli e-shop.
Oltre ai dati relativi alla vendita e ai fatturati realizzati, Coldiretti dice che l’estensione dei terreni coltivati è decuplicata tra il 2013 e il 2018, permettendoci di diventare uno dei primi paesi in Europa pr estensione di campi coltivati a Cannabis light.
Il target che di questo business, che Coldiretti definisce New Canapa Economy, è molto trasversale perché prevede persone di tutte le età, che comprano sia infiorescenze, oli e altri prodotti a base di CBD, come i prodotti alimentari, da quest’anno perfettamente legali con la definizione del limite della percentuale di THC fissata al 0,5%.

La posizione in Europa

Quando si parla dei numeri della Cannabis Light in Italia, è essenziale specificare che, a livello europeo, il nostro Paese occupa una posizione a dir poco rilevante. Per quanto riguarda il volume d’affari, siamo secondi solamente alla Francia.

Occupati nel settore e numero di aziende

Per punti riguarda il numero degli occupati in questo settore, Alla fine del 2019, sul territorio italiano si contavano circa 2.000 punti vendita autorizzati a vendere cannabis a basso contenuto di THC e sempre nel 2019 sono state registrate circa 800 nuove Partite Iva di natura agricola.
Nel 2019 infatti, si contano circa 1.500 nuove aziende attive nel campo della distribuzione e della trasformazione della cannabis light e per quanto riguarda il numero degli addetti del settore, un punto di riferimento interessante da considerare è il dato del Consorzio Nazionale per la Tutela della Canapa Industriale, che parla di circa 10.000 occupati.

Altre informazioni sulla legge vigente in Italia

Per concludere questo articolo dedicato ai numeri della Cannabis in Italia, è il caso di dare qualche informazione in più sulla legge del 2016. Essenziale è sottolineare che, quando si parla della percentuale di THC compresa tra lo 0,2 e lo 0,6%, la misura deve essere fatta considerando non il prodotto finale, ma la pianta coltivata.
Una parentesi ulteriore riguarda la cannabis a uso terapeutico, legale nel nostro Paese dal 2006. In questo frangente, si parla di una percentuale di THC compresa tra il 5 e l’8%. Il CBD o cannabidiolo, altro principio attivo della cannabis ma con effetti non psicotropi, è presente in percentuali comprese tra il 7,5 e il 12.
Per acquistare la cannabis terapeutica è necessario presentarsi in farmacia con la ricetta medica alla mano. Ricordiamo infatti che si tratta di una tipologia di cannabis prescritta a persone che soffrono di dolore cronico o che hanno a che fare con patologie come la sclerosi multipla e adatta a risolvere patologie come l’epilessia. Ci sono realtà come in Sicilia dove la Cannabis Terapeutica sarà distribuita gratuitamente, perché a carico della Regione.

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Author Flower Farm