La Cannabis non cura il Coronavirus ma ha solo effetti antiffiammatori evidenti se associati ai medicinali tradizionali

Girano un sacco di bufale online sul fatto che la Cannabis possa curare i pazienti affetti da Coronavirus. La Cannabis, come sappiamo, è in grado di portare grandi benefici al nostro organismo, ma non cura come i medicinali, semmai aiuta l’organismo a vivere meglio. Vi riportiamo un interessante articolo di Fanpage che fa un po’ di chiarezza sulle fake news che girano nel web.

Mettiamo subito in chiaro una cosa: la cannabis non cura il Coronavirus. E’ una non-notizia condivisa in internet su blog, siti e social network, che non ha nessun fondamento scientifico. La fake news è circolata con diverse versioni: chi sosteneva che la molecola per curare il Coronavirus fosse il CBD, chi invece attribuiva questa proprietà ad un altro cannabinoide, il THCV, alludendo a non meglio precisate ricerche di scienziati inglesi e spiegando che avrebbe ucciso il virus se usato nel modo corretto.

Non c’è niente di vero. La cannabis è una pianta dai numerosi principi attivi ed effetti farmacologici, ma non è la panacea di tutti i mali ed è bene smentire con forza notizie false che rischiano di mettere in pericolo la vita delle persone. “E’ una bufala”, racconta il dottor Lorenzo Calvi, tra i più esperti medici italiani nel settore cannabis. “E’ vero che alcuni terpeni presenti nella cannabis e altre piante come il timo, il basilico, origano hanno proprietà antibatteriche e antivirali e possono essere utilizzate per trattare l’influenza e diminuire l’infezione, così come è vero che alcuni cannabionidi hanno proprietà antinfiammatorie. Ma da qui ce ne passa. Non si cura l’influenza con l’olio essenziale di timo, anche se è presente in farmacopea, può essere una cosa da aggiungere e che può aiutare nella convalescenza e nel recupero, ma non come cura”.

Il dottor Carlo Privitera, medico siciliano e fondatore del servizio di telemedicina Medicomm, racconta a Fanpage che: “Quando ci infettiamo con il virus, lui entra nelle cellule e le danneggia e si crea una prima risposta infiammatoria. Dopodiché i pazienti in cui si complica la situazione vanno in rianimazione per la risposta infiammatoria esagerata scatenata dal virus e questo è un meccanismo in cui la cannabis va ad agire come immunomodulatore. La cannabis in quest’ottica, così come è già stato dimostrato nel trattamento di polmoniti dovute ad altri agenti virali che danno quadri patologici simili, ha dimostrato di poter migliorare i risultati clinici migliorando la risposta infiammatoria. Da medico penso che quantomeno la prova si debba fare, uno degli articoli da citare è uscito su Cell a gennaio 2020 e spiega che i meccanismi biologici e molecolari che si verificano nella sepsi, sono dovuti, oltre che alla presenza dell’agente patogeno, anche e soprattutto dalla reazione infiammatoria che è causa di stress progressivo di organi e apparati. Scriverò al ministro della Salute e nel caso di un riscontro positivo mi muoverò per cercare i capitali necessari”.

Un’idea in sintonia con quella del senatore Lello Ciampolillo, approdato al gruppo misto dopo l’espulsione del M5S, che nei giorni scorsi aveva scritto proprio al ministro Speranza suggerendo una sperimentazione.

Continua su fanpage.it

 

CONDIVIDI

Author Flower Farm